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 Il futuro e il senso delle missioni spaziali oggi

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TerryGroove
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MessaggioOggetto: Il futuro e il senso delle missioni spaziali oggi   Sab 26 Feb 2011 - 22:06

Proprio oggi sul corriere della sera ho letto un articolo sulle ultime prossime missioni delle navette spaziali Shuttle che porteranno al definitivo pensionamento di questo veicolo leggendario. Ricordo ancora (avevo 13 anni!) l'emozione che provai nel seguire la prima missione, e quell'incredibile rientro che sembrava aprire davvero una nuova era nei voli spaziali. A distanza di trent'anni tutto sembra naufragare miseramente, forse inghiottito da questa incontrollabile crisi i cui contorni non sono probabilmente ancora chiari a nessuno. A quanto ho capito non c'è un progetto innovativo pronto a sostituire l'ormai obsoleta navicella con qualcosa di più moderno, economico e funzionale (come ci si sarebbe aspettato dopo 30 anni di tecnologia in più). Non c'è assolutamente nulla, se non il dubbio che una navicella che rientri in atmosfera sia a conti fatti più costosa di un razzo vettore vuoto a perdere. E in tutto questo ci si domanda, ma gli ingegneri che hanno lavorato a questi progetti non lo potevano prevedere in anticipo? Perchè dopo 30 anni si ritorna ad affidarsi ai russi che con le loro Soyuz sembrano offrire, a quanto dice l'articolo, l'unica soluzione razionale per portare astronauti in orbita? Un progetto tra l'altro sviluppato in quel regime comunista che tanto ci hanno insegnato a deplorare come fonte di ogni inefficenza statalista. Forse proprio quel sistema aveva individuato per tempo i limiti e le possibilità della 'conquista spaziale'. Se andiamo a vedere, tutto ciò che ci serve dallo spazio oggi è posizionare satelliti per telecomunicazioni e altre applicazioni varie dal meteo agli usi militari. E tutto ciò non richiede costose navette riutilizzabili. (per altro riutilizzabili solo in parte, da quanto ho letto il grosso della spesa che va nei motori viene rifatto ogni volta). La Luna poi, pur essendo stata secondo me, la più grande avventura della storia dell'uomo, (paragonabile forse al viaggio di Colombo, il quale però ha dato molti più frutti) è finita col risultare purtroppo anche forse la più insensata. Dopo 40 anni siamo ancora qui a chiederci cosa diamine ci siamo andati a fare e di fatto non ci siamo più tornati. Anche qui forse i Russi col loro sistema statalista e dittatoriale avevano tuttavia capito probabilmente prima non l'impossibilità di realizzare tale impresa, ma la sua inutilità. I viaggi spaziali mi affascinano, da sempre, non sarei su questo sito altrimenti, ma viene da chiedersi in un mondo attraversato da questa drammatica crisi planetaria, se non sia il caso di considerare bene dove convenga convogliare le sempre più contingentate risorse che abbiamo a disposizione.
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Andrew
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MessaggioOggetto: Re: Il futuro e il senso delle missioni spaziali oggi   Sab 26 Feb 2011 - 22:14

TerryGroove ha scritto:
Se andiamo a vedere, tutto ciò che ci serve dallo spazio oggi è posizionare satelliti per telecomunicazioni e altre applicazioni varie dal meteo agli usi militari.
Dipende tutto da che obbiettivi ci si prefigge. Se vuoi fare solo quello, non serve niente dopo lo Shuttle, mi sembra lapalissiano. Ma la conquista spaziale non è solo quello; limitarsi a questa visione è molto riduttivo ed avvilente. L'uomo è fatto per allargare i propri orizzonti, è nella nostra natura.


Citazione :
La Luna poi, pur essendo stata secondo me, la più grande avventura della storia dell'uomo, (paragonabile forse al viaggio di Colombo, il quale però ha dato molti più frutti) è finita col risultare purtroppo anche forse la più insensata.
ancora con questa convinzione che la conquista della luna non è servita a niente? NON-E'-VERO, insomma! Altri ti hanno spiegato per sommi capi le ENORMI ricadute tecnologiche del progetto Apollo. Il fatto che sia rimasta una avventura isolata non è un suo demerito, ma un problema degli anni successivi e degli anni attuali!
Veramente certe idee le trovo assurde, non volermene. Una visione molto limitata. Non posso e non voglio aderire alle tue interpretazioni.
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MessaggioOggetto: Re: Il futuro e il senso delle missioni spaziali oggi   Dom 27 Feb 2011 - 12:03

Beh, le opinioni sono opinioni, e ognuno ha le sue, rigurdo ai fatti, quelli non li si può negare, e che non ci siamo più tornati è un fatto innegabile. Sulle ricadute tecnologiche beh, tendo a pensare che tutto quello che accade o che si possa scoprire sulla Luna possa essere ugualmente indagato da una stazione orbitante, ed in effetti poi quelle si è costruito e non basi lunari, e anche per questo ci sarà un motivo. Insomma, è necessario che le opinioni, legittimissime, poggino sempre le loro ragioni su fatti concreti, o mi sbaglio? Per quanto riguarda l'ampliamento degli orizzonti, non ci sono solo i voli spaziali, dove a conti fatti gli orizzonti continuano a sembrarmi piuttosto limitati e nebulosi.
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Fausto
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MessaggioOggetto: Re: Il futuro e il senso delle missioni spaziali oggi   Dom 27 Feb 2011 - 18:10

Terry, ti racconto una fanta-storiella (fanta perchè purtroppo non si avvererebbe mai). Mettiamo che al potere in Italia arrivi un governo con una forza incredibile, in grado di superare qualunque veto e con una maggioranza tale da poter fare praticamente tutto ciò che vuole, senza che nessuno gli possa mettere i bastoni fra le ruote. Mettiamo che il capo di questo governo, un giorno, andasse in TV e annunciasse:

"Da qui a 15 anni l'italia porterà, con mezzi propri, il suo primo astronauta sulla Luna!

Quanto costerebbe una missione del genere? Beh facciamo due calcoli:

Constellation costava nei programmi 20 miliardi di dollari. Divisa per i 15 anni necessari (nei piani originali) per realizzarla, 1,3 miliardi all'anno.
Bene, mettiamo che gli Stati Uniti hanno già un know out consolidato e per loro sia meno faticoso in termini di costi. Mettiamo che all'Italia (non priva comunque di conoscenza in termini di tecnologia spaziale) ne servano 100 di miliardi. 100 diviso 15 fa 6.6 miliardi all'anno.

L'italia ha un PIL di circa 2000 miliardi di dollari. Lo stato si mangia il 46 per cento, quindi ha a disposizione 920 miliardi totali.

A casa mia 6.6 miliardi di dollari sono UN CENTOTRENTANOVESIMO di ciò che lo stato ha a disposizione in totale. E con tutti gli sprechi e le ruberie che esistono nel nostro paese, quale progetto sarebbe migliore per lanciare verso il futuro la nostra ricerca? Quale antidoto per riportare a casa i nostri favolosi cervelli? Con tale piccola percentuale, potremmo dare una spinta in avanti colossale al nostro sistema, creando un indotto colossale e nel contempo dare lavoro a miglialia di giovani ricarcatori e scienziati, che oggi sono nelle condizioni che conosciamo tutti!

E' una bella favola, ma bastano due calcoli per dimostrare a chi dubita dell'esplorazione umana dello spazio (magari come te Terry in buona fede) è stato ingannato da grancasse e propagande portate avanti per decenni in pura malafede..

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MessaggioOggetto: Re: Il futuro e il senso delle missioni spaziali oggi   Dom 27 Feb 2011 - 20:35

Quello che dici Fausto è interessantissimo anche perchè come al solito molto concreto e ben documentato. Io però sento sempre dire che i soldi già così non bastano a garantire i servizi essenziali che giust'appunto vengono continuamente snelliti e tagliati. Gli stipendi e le retribuzioni sono ai minimi dai tempi dell'antica roma dove gli schiavi ricevevano un sussidio paragonabile a quello degli operai di oggi (è una battuta ma non troppo lontana dalla verità) Sono daccordissimo con te che eliminando gli sprechi ci sarebbe da conquistare la Luna e chissà quanto altro. Ma sono anche più che convinto che allestire una missione Lunare sia una bazzecola da bambini dell'asilo nido in confronto all'impresa di ridurre anche dell'1% le ruberie e gli sprechi che si consumano in questo vituperato paese.
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MessaggioOggetto: Re: Il futuro e il senso delle missioni spaziali oggi   Dom 27 Feb 2011 - 21:34

TerryGroove ha scritto:
La Luna poi, pur essendo stata secondo me, la più grande avventura della storia dell'uomo, (paragonabile forse al viaggio di Colombo, il quale però ha dato molti più frutti) è finita col risultare purtroppo anche forse la più insensata.


Io non sono per nulla d'accordo con te. L'indole esploratrice è sempre stata dentro l'uomo.. Come l'america è stata scoperta pian piano anche l'uomo ha davanti a se una sfida infinita...conta che siamo solo a mezzo secolo dal primo uomo sulla luna.. non credi sia passato davvero poco tempo rispetto a quello che l'umanità ha davanti a se?
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MessaggioOggetto: Re: Il futuro e il senso delle missioni spaziali oggi   Dom 27 Feb 2011 - 22:57

I soldi non bastano mai perchè una fetta consistente di essi viene speso per sostenere i costi stessi della politica, cioè la cinghia di trasmissione alimentata dal meccanismo favori-in-cambio-di-voti. Quando tagliano, non lo fanno certo a danno del sistema di cui si nutrono! Anzi, quello si ingrassa sempre più (chiunque destra o sinistra sia al governo) e ad essere tagliati sono appunto i servizi reali.
Questo non accade solo in Italia, purtoppo non il solo paese appartenente al club degli sgangherati!
Io credo e crederò sempre nelle grandi imprese e nei grandi traguardi (non parlo solo di spazio si badi bene) perchè rinunciare a ciò significherebbe rinnegare i progressi che abbiamo raggiunto in tutti i campi, e i valori che li hanno ispirati. Sarebbe come entrare in una specie di Medio Evo moderno in cui tutto va avanti per inerzia, dove chi osa spingersi un po più in la viene additato oome "esagerato" e "lontano dai problemi reali"


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MessaggioOggetto: Re: Il futuro e il senso delle missioni spaziali oggi   Lun 28 Feb 2011 - 1:13

TerryGroove ha scritto:
Beh, le opinioni sono opinioni, e ognuno ha le sue, rigurdo ai fatti, quelli non li si può negare, e che non ci siamo più tornati è un fatto innegabile.

non ci siamo più tornati perché è inutile andarci? Oppure per altri motivi, ad esempio perché oggi senza un "competitor" manca la volontà politica per farlo? I politici ragionano come fai tu: andare nello spazio, esplorare, è una meta lontana, la popolazione non la recepisce. Molto più "comodo" promettere di abbassare le tasse, di dare posti di lavoro, anziché inserire nel proprio programma elettorale l'esplorazione della Luna o di altri pianeti. E pensare che coi soldi persi in insensate campagne militari si sarebbe potuti andare non dico sulla Luna, ma magari su Marte. Col costo sostenuto per realizzare il bombardiere B-2 (per carità: una meraviglia della tecnologia) noi oggi avremmo l'erede dello Shuttle già in volo. Quelle sono spese più utili, secondo te? Però magari portano più voti (o più tangenti dalle industrie produttrici di armi).


Citazione :

Sulle ricadute tecnologiche beh, tendo a pensare che tutto quello che accade o che si possa scoprire sulla Luna possa essere ugualmente indagato da una stazione orbitante, ed in effetti poi quelle si è costruito e non basi lunari, e anche per questo ci sarà un motivo. Insomma, è necessario che le opinioni, legittimissime, poggino sempre le loro ragioni su fatti concreti, o mi sbaglio? Per quanto riguarda l'ampliamento degli orizzonti, non ci sono solo i voli spaziali, dove a conti fatti gli orizzonti continuano a sembrarmi piuttosto limitati e nebulosi.
Il punto non è tanto "quello che si è scoperto sulla Luna" ma "ciò che si è dovuto fare per arrivarci". Lo sforzo industriale, di ricerca tecnologica, organizzativo è stato colossale. Una nazione è passata in un decennio da ZERO a portare dodici persone su un altro corpo celeste e riportarle a casa sane e salve. Nel far questo, ha dato lavoro per dieci anni a mezzo milione di persone, che non mi sembra un fatto da trascurare. Centinaia di migliaia di brevetti realizzati nel corso della corsa alla Luna hanno costituito la base per moltissima tecnologia che usiamo oggi. Pensiamo solo ai circuiti integrati, ai computer. Le celle a combustibile, oggi viste come una delle alternative "pulite" ai motori a combustione interna, furono utilizzate per la prima volta sulle navicelle Apollo. Ti cito infine questo dato ripreso da wikipedia: "il programma è costato agli Stati Uniti d'America miliardi di dollari ma si stima che le ricadute tecnologiche abbiano prodotto almeno 30 000 oggetti e che per ogni dollaro speso dalla NASA ne siano stati prodotti tre dalle ricadute tecnologiche. Inoltre la quasi totalità degli appalti venne vinta da imprese statunitensi e quindi il denaro speso dal governo rimase all'interno dell'economia statunitense. Quindi dal punto di vista economico il programma fu un successo".

Senza considerare la mole di dati scientifici, che ancora oggi sono sotto esame. Determinati risultati li raggiungi solo se c'è uno stimolo forte. La Luna lo è stato. E lo sarà ancora, secondo me. Sarà naturale tornarci, sia per sfruttare le risorse locali, sia come palestra per viaggi più lunghi di colonizzazione verso Marte e oltre.
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Pete Conrad
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MessaggioOggetto: Re: Il futuro e il senso delle missioni spaziali oggi   Lun 28 Feb 2011 - 2:10

Senza dimenticare che dal punto di vista costi tutto l'ambaradan dell'Apollo da quando Kennedy disse la famosa frase "We choose to go to the moon" fino all'ammaraggio di Apollo 17 è costata meno di un anno della guerra del Vietnam (da notare che qui si può fare un paragone senza ricalcoli perchè il Vietnam fu contemporaneo alla corsa alla Luna) oppure a due mesi circa della attuale guerra in Iran, o ancora all'incredibile cifra di 7 (dico sette!) dollari a testa per i cittadini USA.
Una vera follia economica, vero?
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TerryGroove
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MessaggioOggetto: Re: Il futuro e il senso delle missioni spaziali oggi   Sab 5 Mar 2011 - 16:48

Ragazzi, mi avete appioppato di tutto. E chi ha mai detto che le spese belliche siano più giustificabili di quelle delle missioni spaziali? Ho solo cercato di dire che prima di intraprendere un'operazione costosa è opportuno valutarne le ricadute economiche. Ora, per quanto ne so io, la Luna è un deserto ne più ne meno che quello del Sahara, ma molto più inospitale. Non c'è pertolio sotto, e qualunque cosa ci dovesse essere (e non mi risulta che ci sia nulla di rilevante) i costi di trasporto rischierebbero di rendere antieconomico qualunque possibile prelievo. Dunque la mia legittima domanda era: ora che ci siamo andati e che abbiamo constatato che è un deserto brullo e inospitale, ha un senso pratico ritornarci? Se qualcuno è in grado di espormi anche il più fantasioso dei progetti realizzabili lo ascolterò volentieri. Sul fatto che l'operazione darebbe lavoro, questa è una questione che si tira sempre fuori. Eminenti economisti in passato (americani per lo più) sostenevano che per rilanciare l'economia era necessario impiegare persone a cui fornire un reddito, anche col pretesto di fargli scavare buche per poi ricoprirle. Ripeto che erano economisti di chiara fama e non degli imbecilli. (anche se a me il dubbio rimane). Io non ho mai condiviso questa posizione. Voglio dire, pur condividendo l'idea di dare un salario, ritengo più sensato già che ci siamo trovare un impiego che abbia comunque un senso più logico eed utile alla collettività, che non lo scavare buche da ricoprire. Ora, andare sulla luna potrebbe rappresentare un operazione analoga, se non si è in grado di farne scaturire un utilizzo pratico. Il discorso che qualcuno ha fatto della mancanza di deterrente politico, dato che in passato era in gioco la supremazia dello nello spazio, è una tasi che avvalora la mia posizione. Infatti probabilmente anche allora si sapeva benissimo prima di andarci che la Luna non conteneva nulla d'interessante, ma non doveva essere del tutto avulsa l'idea di poterla utilizzare per fini militari evidentemente risultati anch'essi irrealizzabili. Insomma, lungi da me l'essere contrario ai voli spaziali per principio, voglio solo dire questo: La teoria della relatività ci inchioda su questo pianeta limitando le nostre possibilità di esplorazione diretta a poco più avanti. Già raggiungere marte impiega parecchi mesi e oltre c'è davvero poco da esplorare, dato che su Saturno e Giove per quanto ne so io è praticamente impossibile scendere per l'eccessiva densità della loro atmosfera che è praticamente parte stessa della superficie del pianeta. Le loro lune ugualmente non mi sembra possano essere un obiettivo interessante. E si badi bene, anche Marte lo conosciamo ormai a fondo grazie alle tante sonde inviate, e non mi sembra che possa offrire chissà quali prospettive. Ho letto di un progetto interessante che si proponeva di creare un effetto serra artificiale per dotare Marte di un atmosfera simile a quella terrestre. Ma è praticabile tutto ciò? Qualcuno si è fatto i conti di come si potrebbe tecnicamente fare? Io ho sentito fino ad ora solo discorsi vaghi che mi sembrano soltanto pretesti per spillare soldi ai governi con programmi spaziali che bastano a mantenere chi ci lavora dentro senza nessun costrutto. Se qualcuno sottoponesse progetti seri con prospettive di sviluppo reali sarei il primo ad appoggiarli, ma volare tanto per volare, non mi sembra una buona strategia. Insomma vorrei che qualcuno, se è in grado di farlo, mi fornisse argomentazioni concrete, visto che quelle fornite fino ad ora mi sembrano debolucce e scontate, come il discorso sulla ricerca e i brevetti realizzati in correlazione alla missione Apollo; la ricerca, e i brevetti, si sono fatti ugualmente senza andare sulla Luna e credo che se anche non ci fossimo andati non ci mancherebbe nulla di ciò che abbiamo oggi, ma questa è solo la mia modesta opinione.
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MessaggioOggetto: Re: Il futuro e il senso delle missioni spaziali oggi   Sab 5 Mar 2011 - 17:24

Ti ostini a dire che fondamentalmente non c'è niente che valga la pena di esplorare, non solo la Luna ma neanche gli altri pianeti... magari dimentichi che su una luna di Giove (Europa) ci sono, sotto la crosta ghiacciata, condizioni favorevoli a vita indigena e che varrà la pena di andare a indagare... o che Giove stesso è una riserva pressoché inesauribile di idrogeno da sfruttare in un lontano futuro. La Luna stessa è un nuovo "continente" tutto a nostra disposizione, a distanza ragionevolmente piccola, da colonizzare e utilizzare. E' stata dimostrata la presenza di acqua ai Poli; quanto agli elementi minerali utili nel sottosuolo, fermo restando che comunque questi esistono, la determinazione della loro abbondanza è proprio una delle cose da indagare (non penserai che siano state sufficienti cinque o sei indagini con una piccola trivella a mano per farsi una idea ragionevole). Vien da pensare che se la Luna è originata dalla Terra, quantomeno gli stessi elementi si potranno trovare.
La Luna infine, con la sua assenza di atmosfera e la gravità ridotta, sarebbe un luogo privilegiato di ricerca scientifica, astronomica e una base di lancio perfetta per missioni esplorative umane e non.

Questi i fatti. Poi c'è il ragionamento sul significato simbolico della Luna e delle missioni Apollo. Il tuo errore è paragonarle all'esplorazione dei mari e alla scoperta dell'America, che hanno avuto a tuo dire dei ritorni a differenza delle missioni Apollo. I ritorni ci sono stati ovviamente perché ai primi esploratori ne sono seguiti altri, che hanno ampliato le conoscenze dei loro predecessori. Colombo nel primo viaggio non raggiunse nessuno degli obbiettivi che si era prefisato: trovò solo un arcipelago di isolette con un po' di indigeni. Nessuna delle ricchezze favolose, nessun "potente asiatico" con cui intessere rapporti diplomatici e commerciali. Niente.
Cosa sarebbe successo se, sulla scorta di questa prima informazione sommaria, si fosse fermato e se nessuno fosse venuto dopo di lui?

Questa è la nostra situazione con la Luna: abbiamo mosso solo il PRIMO passo; mi sembra arrogante e un po' stupido pensare di aver capito tutto e di poter stabilire che andarci è inutile. Dobbiamo ESPLORARE per capire. E' l'unica cosa da fare ed è nella nostra indole di esseri umani pensanti e volti ad espandere i nostri limiti.

Comunque mi sembra che tu sia molto arroccato sulle tue convinzioni e che niente di ciò che ti viene detto possa farti cambiare idea... peccato. Winkie
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MessaggioOggetto: Re: Il futuro e il senso delle missioni spaziali oggi   Sab 5 Mar 2011 - 18:12

Se vuoi argomentazioni concrete, c'è una persona che ha qualcosa da dire in merito a questo discorso:

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Fausto
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MessaggioOggetto: Re: Il futuro e il senso delle missioni spaziali oggi   Sab 5 Mar 2011 - 20:43

Grande Vittori! Quando gli ha parlato dell'Elio 3, Minoli si è ammutolito.. evidentemente non se l'aspettava!

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MessaggioOggetto: Re: Il futuro e il senso delle missioni spaziali oggi   Sab 5 Mar 2011 - 22:41

Grazie a tutti per gli argomenti che mi avete sottoposto. Era questa la conversazione che volevo si instaurasse, con argomentazioni concrete che arricchiscono tutti coloro che intendono parteciparvi senza preconcetti. Io non ne ho, e non ne ho mai avuti, e probabilmente non ne avrò mai. Affermo le mie convinzioni con fermezza nella speranza che qualcuno mi fornisca solide ragioni per cambiarle, perchè solo così si va avanti. Non ritengo umiliante cambiare opinione ma anzi lo ritengo un profondo segnale di crescita. Mi si può dire tutto, ma non che sia arroccato su una posizione. Tutto quello che affermo è frutto di un mio persnale ragionamento che metto al servizio di tutti, e che aspetta solo di confrontarsi con il ragionamento altrui per arricchirsi, e naturalmente modificarsi. Per questo ho ascoltato Vittori con molta attenzione (e rispetto com'è doveroso). Intanto ha confermato le mie impressioni sulle Soyouz, che a tutt'oggi rimangono uno strumento che dimostra tutta la sua modernità e genialità. Il progetto Shuttle viene abbandonato, riconoscendo di fatto la superiorità e la maggiore razionalità delle navette russe, eredtate da un passato che ancora oggi riteniamo da buttare, ma che evidentemente aveva molte cose che con troppa facilità abbiamo sottovalutato e rifiutato. Le Soyouz sono più economiche più semplici, più sicure e più efficaci dello Shuttle, e ci abbiamo messo 30 anni per capirlo, tanto che d'ora in poi, e per un bel pezzo credo, saranno il vettore privilegiato per i viaggi spaziali. Per il resto, trovo interessantissimo il discorso sull'elio 3 ma ritengo anche che sarebbe necessario uno studio più approfondito sulla uestione. Perchè una cosa è dire che c'è l'elio 3, un altra è dire che si tratta di una fonte di energia alternativa proponibile. In che forma si trova l'elio 3? Cosa comporterebbe la sua estrazione e il trasporto? quanto costerebbe utilizzarlo? Rispondiamo bene a queste domande prima di muoverci, perchè poi andarselo a prendere diventa l'ultimo dei problemi. Sulla Luna ci siamo andati quarant'anni fa, oggi sarebbe veramente uno scherzo in confronto, con l'enorme ecnologia che si è sviluppata. Basti solo pensare alle batterie che ci sono oggi a disposizione, enormemente più efficaci di quelle di 40 anni fa, e la possibilità d utilizzare l'energia solare. Insomma il nodo cruciale, e il succo del discorso resta sempre quello, e cioè valutare non la fattibilità, che è ormai assodata, quanto l'opportunità di fare certe scelte. A quato risulta a me, non siamo così avanti nella tecnologia per l'utilizzo dell'elio 3, ed è lì che bisognerebe insistere secondo me. Sull'elio 3 come su tutte le altre tecnologie che possano liberarci dalla dipendenza dei carburanti fossili come il carbone o il petrolio. Perchè come ha detto giustamente Vittori, l'atmosfera non è che una labilissima nebbiolina che sta ormai scricchiolando paurosamente sotto il peso ormai insostenibile di una quantità di combustone sproporzionata. Non c'è molto tempo, e l'emergenza secondo me è tutta lì. Quando avremo risolto definitivamente il problema delle rsorse energetiche (e relativamente vicina a noi c'è la più grande centrale energetica che l'uomo potrà ma costruire che è il sole che a poterla sfruttare ci darebbe più energia di quanta ne potremmo mai consumare) e dell'impatto ambientale che esse producono che così com'è insostenibile, allora avremo secondo me tutto il tempo e la tecnologia necessaria per avventurarci in progetti spaziali che al momento pe me non rappresenterebbero una priorità. Ed uso il condizionale perchè come vi ho detto sono prontissimo a recepire idee diverse da quelle che ho io, purchè razionali e non preconcette. D'altra parte se sono qui è perchè mi affascinano viaggi spaziali. Anzi credo che anche spazi modesti come questo, con strumenti di simulazione tutto sommato rudimentali possano contribuire a far nascere pensieri ed idee innovative, anche se apparentemente campati in aria. Ho letto con estremo interesse alcuni progetti fantastici di Fausto ed altri sviluppatori di add on che dibattevano sulle dimensioni di eventuali ipotetiche navette da inviare sulla Luna. E' evidente, con questa piattaforma di simulzione che è poco più di un gioco, non si possono fare miracoli, ma ritengo che un contributo alle idee e al pensiero possa nascere dovunque, e tanto più qui. Ma le simulazioni, da questa a quelle infinitamente più serie e potenti, devono a parer mio servire proprio a questo, cioè a valutare le situazioni senza doversi sobbarcare i rischi e i costi di passare ad un azione immediata. Anch'io nel mio piccolo sto ipotizzando uno scenario che preveda una stazione orbitante da cui far partire e per ricevere le navette orbitanti che dovrebbero fare la spola col nostro satellite senza mai rientrare in atmosfera. L'idea sarebbe quella di far convergere i rifornimenti a questa stazione (cibo acqua carburanti materie prime e personale)per poi smistarli sulla Luna. E' evidente che i rifornimentoi dovrebbero essere veicolati in orbita con il mezzo più economico e pratico possibile. Tutto questo è un gioco, ma sono convinto che ogni idea alla fine contribuisca in qualche maniera a far si che le cose vadano in un certo modo. Però una cosa è simulare, un'altra è mettere in atto un progetto non avendo del tutto chiaro quello che ne potrà venir fuori.
Ringrazio in ogni caso tutti quelli che stanno contribuendo a rendere interessante e densa di contenuti questa conversazione, e spero che altri ne arriverann per renderla sempre più viva e stimolante.


Ultima modifica di TerryGroove il Dom 6 Mar 2011 - 10:41, modificato 2 volte
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MessaggioOggetto: Re: Il futuro e il senso delle missioni spaziali oggi   Dom 6 Mar 2011 - 4:07

Sto giusto or ora leggendo il romanzo "Limit" di Frank Schatzing, che parla proprio (ovviamente in forma romanzata) dell'estrazione di Elio-3 dalla luna. Lui ha risolto la cosa ambientandola nel futuro con il raggiungimento della tecnologia dell'ascensore spaziale. Da un punto di vista prettamente teorico tutto ciò che scrive è totalmente plausibile, il fatto che a tutt'oggi non si sia riusciti a produrre dei materiali tali da costituire la "fune" dell'ascensore è tutto un altro paio di maniche. Diciamo che se si riuscisse a realizzare un ascensore spaziale il 90% dei problemi legati al trasporto da e per lo spazio sarebbe risolto.
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MessaggioOggetto: Re: Il futuro e il senso delle missioni spaziali oggi   Dom 6 Mar 2011 - 11:31

TerryGroove ha scritto:
Quando avremo risolto definitivamente il problema delle rsorse energetiche (e relativamente vicina a noi c'è la più grande centrale energetica che l'uomo potrà ma costruire che è il sole che a poterla sfruttare ci darebbe più energia di quanta ne potremmo mai consumare) e dell'impatto ambientale che esse producono che così com'è insostenibile, allora avremo secondo me tutto il tempo e la tecnologia necessaria per avventurarci in progetti spaziali che al momento pe me non rappresenterebbero una priorità.

quello che dici è interessante e devo sottolineare che le ricerche in campo spaziale sono proprio uno dei settori trainanti nell'evoluzione delle fonti energetiche: pensiamo ai progressi nell'energia fotovoltaica, utilizzata estesamente proprio in campo spaziale. Partirà tra breve la missione Juno, che userà pannelli solari in vicinanza di Giove, una cosa impossibile un tempo vista la distanza dal sole.
Nelle missioni spaziali, laddove tutto è calcolato, non sono possibili sprechi e bisogna mirare all'economia delle risorse. Le sonde Voyager funzionano da 34 anni alimentate da un generatore a radioisotopi da meno di 400 watts...
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MessaggioOggetto: Re: Il futuro e il senso delle missioni spaziali oggi   Oggi a 9:17

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